Esistono dei rischi nel costruire in legno?

Il principale tabù del costruire in legno e che possano sussistere eventuali rischi. Ma è tutto vero? Scopriamolo insieme.

I principali nemici per il legno possono essere i parassiti quali:

- insetti;

- funghi;

- muffe.

Oggi, però, si dispongono degli impregnanti speciali pigmentati che lo proteggono dell’aggressione di questi agenti esterni e nel contempo lo rendono ancor più gradevole, esaltandone i pregi estetici.

Il fuoco
Anche il fuoco ha fatto paura perché apparentemente rappresenta un grosso pericolo per il legno che, essendo un materiale combustibile, ne alimenta la fiamma, anche quando non è il responsabile dell’innesco.
Questo non significa che le strutture in legno non possiedano resistenza al fuoco e che siano più vulnerabili rispetto alle strutture di acciaio e di calcestruzzo armato specie se compresso.

Raramente le strutture in legno contribuiscono in modo sostanziale ad alimentare un incendio ma anzi ne subiscono più spesso le conseguenze, manifestando al riguardo un comportamento almeno non peggiore se non addirittura migliore rispetto a strutture realizzate con altri materiali.

Va inoltre detto che, nel caso della combustione del legno, la propagazione della fiamma verso l’interno della massa lignea è molto lenta ed inoltre, diversamente dell’acciaio, esso non subisce apprezzabili variazioni di resistenza all’aumentare della temperatura. Questo perché il basso coefficiente di conducibilità termica del legno rallenta la trasmissione del calore verso l’interno e perché si crea una pellicola superficiale protettiva sul legno carbonizzazione) che rallenta la propagazione della fiamma.

Quindi:

  • il legno brucia lentamente: la carbonizzazione procede dall’esterno verso l’interno della sezione;
  • il legno non ancora carbonizzato rimane efficiente dal punto di vista meccanico anche se la sua temperatura è aumentata;
  • la rottura meccanica dell’elemento avviene quando la parte della sezione non ancora carbonizzata è talmente ridotta da non riuscire più ad assolvere alla sua funzione portante.

Ciò significa che la perdita di efficienza di una struttura di legno avviene per riduzione della sezione e non per decadimento delle caratteristiche meccaniche.
Il processo di carbonizzazione può portare alla rottura dell’elemento strutturale in un tempo compreso fra alcuni minuti ed alcune ore, ciò in dipendenza della specie legnosa ma soprattutto delle dimensioni originarie della sezione.

Se poi si confronta il comportamento del legno con quello di altri materiali da costruzione più tradizionalmente utilizzati nel nostro paese, verso i quali normalmente non c’è alcun pregiudizio rispetto alla loro resistenza nei confronti dell’incendio non essendo materiali combustibili, si capisce ancora meglio perché il legno non parta svantaggiato, ma anzi al contrario dell’opinione comunemente diffusa possa essere considerato addirittura preferibile:

  1. gli elementi strutturali di acciaio non bruciano ma il materiale subisce un rapido decadimento delle caratteristiche meccaniche in funzione della temperatura;
  2. nelle costruzioni di calcestruzzo armato la resistenza al fuoco è determinata dallo spessore del rivestimento delle armature metalliche (copriferro);
  3. nelle strutture in legno i punti deboli sono le unioni che presentano elementi metallici a vista come scarpe, piastre, ecc.; queste se non protette sono le prime a cadere durante l’incendio.

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